Voto

5

Ci sono storie che, di generazione in generazione, tornano e sembrano essere sempre attuali. È il caso di A Star Is Born, musical rock presentato a Venezia 75 e arrivato al suo terzo rifacimento, questa volta per il debutto alla regia di Bradley Cooper. Una prima volta anche per Lady Gaga, nel ruolo di protagonista sul grande schermo.

Il canovaccio del film, inaugurato nel lontanissimo 1937 per la regia di William A. Wellman, viene mantenuto solo in parte: Jackson (Bradley Cooper) è un musicista rock tossicodipendente e alcolizzato, con mille problemi personali che si ripercuotono nella vita di tutti i giorni; Ally (Lady Gaga) è una ragazza forte e indipendente, con un talento vocale incredibile ma sottovalutato. Il loro casuale incontro darà vita a una tormentata storia d’amore e porterà Ally verso la celebrità. Una narrazione che rispecchia tante vite reali ma non porta nessuna aria di novità al cinema, né fornisce alcuno spunto su cui riflettere.

A spiccare sono i due protagonisti per la loro intensità e forza interpretativa. Cooper incarna in modo credibile il ruolo della wasted rockstar, mentre Gaga conserva per tutto il film il candore della ragazza della porta accanto alle prese con una fama inaspettata. E per mantenere più alto il tasso di verosimiglianza del film, entrambi gli attori hanno suonato e cantato senza l’ausilio di playback.

Apprezzabile la scelta di non musicare le scene a eccezione dei concerti: i silenzi in cui sono immersi i protagonisti conferiscono alla narrazione credibilità e forza empatica. Specialmente nelle scene drammatiche, quando Bradley Cooper sfodera tutto il suo fascino irresistibile e ci fa innamorare tutti.

Caterina Prestifilippo

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