Presentato al 71° festival di Berlino, dove ha vinto il premio per il Miglior montaggio, A Cop Movie è il nuovo film di Alonso Ruizpalacios, già noto al pubblico dopo l’acclamato film d’esordio Gueros (2014) e per Museo – Folle rapina a Città del Messico (2018) – premiato sempre a Berlino per la Migliore sceneggiatura. Uscito su Netflix il 5 novembre 2021, A Cop Movie è un originale docu-drama che si distingue per la narrazione metafinzionale, di finzione e documentaria allo stesso tempo, portandoci a riflettere sul cinema e sul suo rapporto con la realtà, in un progressivo svelamento di esperienze immaginarie e reali. La trama racconta l’esperienza – vera – di due poliziotti messicani che si conoscono e si innamorano sul posto di lavoro, guadagnandosi l’appellativo di “pattuglia dell’amore”. Con l’incedere del film, questa storia diventa il pretesto per denunciare le problematiche che affliggono la società messicana, in particolare la corruzione imperante all’interno della polizia, tra narcotraffico e complicità dei cittadini.

Nella prima parte del film conosciamo i protagonisti sotto la lente della finzione: Teresa è una donna in cerca di approvazione da parte del padre e Montoya è un uomo che affronta le difficoltà del proprio quartiere cercando di evadere attraverso un lavoro che lo tenga fuori da traffici illeciti. Mentre si raccontano in prima persona dal divano di quella che è ora la loro casa, talvolta guardando in camera, ci raccontano ulteriori dettagli della loro relazione in pieno stile mockumentary, menstre seguiamo una serie di eventi che segnano in modo significativo le loro vite, portandoli ad arruolarsi in polizia. Questo racconto cronachistico, però, viene rotto improvvisamente da una brusca sospensione del patto filmico d’incredulità: davanti a noi non abbiamo più Teresa e Montoya, ma i due attori che li interpretano, e vediamo persino la troupe alle prese con problemi tecnici. Da questo momento la pellicola cambia volto ed entriamo nel processo di immedesimazione che gli attori hanno compiuto per la riuscita del film, scoprendo così che i due (Monica del Carmen e Raúl Briones) hanno accettato di infiltrarsi in diverse Accademie di Polizia per carpirne il funzionamento e rappresentare in modo più naturale le vite di Teresa e Montoya. 

Il film ritrae il corpo di polizia messicano come un mondo liminare tra il popolo e il potere, un mondo estremamente problematico in cui chi ne fa parte deve recitare un ruolo e assumere determinate sembianze – proprio come l’attore con il personaggio – per legittimare la propria autorità. Il poliziotto, infatti, viene formato attraverso la simulazione di diverse situazioni per tutta la durata dell’addestramento, imparando ad affrontarle con la coercizione, fino a sfociare nell’estorsione. Un sistema creato per spaventare, più che per proteggere, corrotto fino al punto di ammettere solo comportamenti che alimentino questa stessa corruzione e che abbandona e ricatta chi ha buone intenzioni. In questo ambiente non c’è spazio per le nobili vocazioni, come combattere la violenza dei quartieri, e la classica, sterile distinzione tra Poliziotto Buono e Poliziotto Cattivo lascia il posto a una più ampia riflessione su ciò che sta a monte: una degenerazione dell’intero sistema istituzionale, che alimenta se stesso lasciando impunito chi ne è responsabile. A Cop Movie denuncia in modo brillante questa situazione sociale e civile che vige in Messico, un paese segnato dalla violenza, dalla corruzione e dagli abusi di potere.

Carola Visca