Voto

7

Luca Guadagnino dopo cinque anni di assenza torna sul grande schermo con A Bigger Splash. La location scelta dal regista è una meravigliosa Pantelleria estiva ma, fatta eccezione per alcune suggestive riprese, la camera sembra voler concentrarsi su un unico fondamentale sfondo: la piscina. Proprio ai quattro angoli della vasca si delineano i protagonisti, le cui personalità, sfuggenti e fumose, non possono che intrigare e attrarre. Tesi verso la riconquista di un equilibrio, s’immergono in un’acqua purificatrice l’androgina rockstar Marianne – vissuta per lungo tempo all’insegna del “sesso droga e rock n’ roll” – e il suo compagno, sopravvissuto al tentato suicidio. Dal fondo della vasca, invece, come se fosse sempre rimasto in un angolino oscuro e sporco, riemerge Harry, primo grande amore di Marianne; questi è accompagnato dalla figlia Penelope – una poco credibile Dakota Johnson che dopo 50 sfumature di grigio dovrebbe aver capito che il ruolo da femme fatale proprio non le si addice.

In un crescendo di non-detti, di ambiguità e di flashback rivelatori, Guadagnino riesce a creare un dramma psicologico che tiene sempre alto il grado di tensione. Portatori di verità sono il silenzio, gli sguardi complici, le espressioni di desiderio e di odio; lo spettatore è quindi chiamato a lottare contro uno tsunami di parole vacue che rievocano sregolatezze e vizi passati e contro un’assordante quanto coinvolgente colonna sonora che spazia dai successi dei Rolling Stones alle malinconiche arie dell’Opera.

L’esito è splendidamente riuscito e la pellicola si prepara alla catarsi. Eppure e purtroppo, il regista si spinge troppo oltre: rompe il sottile equilibrio di suspense e trasforma una brillante atmosfera noir in un thriller grossolano e sbrigativo; un lavoro così ben pensato s’incrina e risulta addirittura fastidioso per la comparsa di macchiette stereotipate italiane prima di allora sapientemente evitate.
Più che un buco nell’acqua A bigger splash è un tuffo imperfetto dal trampolino: preparazione ed esecuzione ottime, ma slancio un po’ eccessivo ed entrata in acqua abbondante. Peccato.

Anna Magistrelli