Voto

2

Forte di un inspiegabile successo di pubblico a livello internazionale per il suo 47 metri del 2017, Johannes Roberts torna con il sequel omonimo – disponibile su diverse piattaforme online, tra cui Amazon Prime Video -, che ricalca la stessa identica formula narrativa: un gruppo di ragazze che si trova a lottare per la propria vita durante un’immersione subacquea tra antiche rovine oceaniche. Il cast, privo di nomi di spicco, vede tra le protagoniste le figlie d’arte Sistine Stallone (figlia del celebre Sylvester) e Corinne Foxx (figlia del cantante e attore Jamie Foxx), interpreti di personaggi poco approfonditi e fortemente stereotipati, proprio come gli altri.

Basta soffermarsi sull’incipit per cogliere la superficialità che permea intreccio narrativo e messa in scena del film: il motivo che porta le due sorellastre protagoniste a decidere di partire è un’imposizione del padre, che vedendole poco affiatate propone loro una gita a bordo di una nave in mezzo all’oceano. Ecco, forse chiudere in uno spazio ristretto e claustrofobico senza vie di fuga due persone che non vanno d’accordo tra loro non è proprio una proposta sensata e credibile. Nei survival movie, inoltre, una parte notevole della tensione viene costruita sulla minaccia che perseguita i protagonisti, che sia un mostro, un’entità fisica o una presenza spettrale; ma lo squalo (per di più cieco) di 47 metri è un nemico lento, prevedibile, aiutato più dall’ingenuità dei protagonisti più che dalle proprie abilità di assassino.

Se la sensazione di asfissia e claustrofobia è garantita, ovviamente, dal fatto di trovarsi immersi negli abissi, altrettanto non si può dire del senso di pericolo e dell’adrenalina, quasi del tutto assenti. Pensando a film di genere riusciti, come Piranha 3D di Alexandre Aja, emerge subito cosa manca a 47 metri: gli attacchi degli squali sono quasi completamente elisi, i corpi dei bagnanti non si contorcono, non sprigionano energia né dolore, nuotano e saltano in bilico tra vita e morte senza mai dare l’idea di sentirsi spacciati. Ed è proprio questo brivido cruciale a mancare del tutto.

Federico Squillacioti