Voto

9

45 anni narra di amore, di passione, di fiducia, di quotidianità, di delusione e di dolore. Senza forzature viene messo a nudo il comportamento umano: la gelosia verso un importante amore giovanile, l’impellente desiderio di scoprire verità nascoste pur sapendo di doversi scontrare contro un muro di sofferenza, la fuga mitica in un passato di ricordi; il tutto è presentato con semplicità e naturalezza, costringendo la sala all’empatia più profonda. La vicenda priva di veri svolgimenti è messa in secondo piano, e anche l’età dei protagonisti: che siano di sessanta o di diciotto anni poco importa; le emozioni se ne fregano del tempo.

Andrew Haigh mostra quanto sia proprio dell’uomo cercare di andare avanti, sempre e comunque, di ricostruire i pezzi di un’esistenza per lungo tempo basata su salde certezze; l’armonia è una fragile statuetta di cristallo, è un paio di occhi innamorati che guardano il mondo con sincerità. 45 anni, però, sembra suggerire che non sempre i cocci rinsaldati combaciano nuovamente alla perfezione: “They said someday you’ll find |all who love are blind |oh, when your heart’s on fire | you must realize | smoke gets in your eyes” – così recita Smoke gets in your eyes dei The Platters. Cadono le illusioni, e anche la melodia che ha segnato una vita di felicità diventa motivo di pianto. Una nuova, dolorosa consapevolezza s’insinua allora nelle movenze, negli sguardi ora assenti e negli impercettibili cambi d’espressione della protagonista, che prorompe in sfoghi di rabbia e di frustrazione: Charlotte Rampling nei panni di Kate è magistrale, capace di una drammaticità e carica emotiva senza pari.

Partner privilegiato dell’attrice è la regia, che contribuisce alla piena riuscita della pellicola: Haigh costruisce su più livelli l’inquadratura attraverso l’effetto cornice (tecnica istituzionalizzata da Orson Welles in Quarto potere e poi riproposta, ad esempio, in Marnie di Hitchcock) evidenziando la volontà di realizzare un lavoro curato e ricercato. È inoltre notevole come la camera, muovendosi tra i protagonisti, crei immagini dense di significato nascosto e nuovi spunti di riflessione.

Anna Magistrelli

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