Voto

6

Tratto da una storia vera, 150 milligrammi mette in scena una storia a cavallo tra il documentario e la fiction, ma senza riuscire a orchestrare i due generi in modo efficace. Se da una parte il taglio di stampo giornalistico si esprime in un montaggio veloce e in dialoghi serrati atti a spiegare in modo chiaro la vicenda, dall’altra il tentativo di restituire uno spaccato della vita della protagonista non si incastra adeguatamente con la materia trattata. In questo modo le scene di vita domestica, nonostante passino in secondo piano, interrompono la suspense della narrazione.

I personaggi, ridotti a macchiette, perdono di credibilità, soprattutto la protagonista, che invece di rappresentare l’ideale di una donna forte finisce per rendersi quasi ridicola a causa battute troppo forzate (“Non sono mica Darth Vader!”, “Bisogna mettergli il pepe al culo!”, “Spacchiamogli le ossa!”). E il ritmo dei dialoghi ne risulta smorzato fino a sacrificare il pathos di molte sequenze.

Il film riesce comunque nell’intento di raccontare la difficile lotta contro le lobby farmaceutiche e a dare voce a tutte le vittime dei 150 milligrammi di Mediator, il medicinale che ha ucciso più di cinquecento francesi diabetici.

Elia Altoni