Voto

4

Quante volte vi sarà successo di uscire dalla sala di un cinema con l’espressione di un mastino arrabbiato? I motivi possono essere i più svariati: vicini di poltrona dalla parlantina facile, il simpaticone di turno che ride sguaiatamente, un film realizzato talmente male da far rimpiangere ogni singolo centesimo speso. Nulla, però, potrà mai competere con la pellicola accattivante distrutta negli ultimi cinque minuti da un raptus di follia dello sceneggiatore. E i malcapitati spettatori di 10 Cloverfield Lane ne sanno di certo qualcosa.

Dopo Cloverfield (2008), J. J. Abrams crede ancora nelle potenzialità dei monster movie e investe su 10 Cloverfield lane. Il film si presenta come un interessante thriller che gioca sull’ambiguità di situazioni e personaggi in un crescendo di colpi di scena: in seguito a un incidente stradale Michelle (Mary Elizabeth Winstead) si sveglia prigioniera di Howard (John Goodman) nel suo bunker sotterraneo; questi le comunica che un attacco batteriologico ha sterminato l’intera umanità. Sarà la verità o solo la perversa fantasia di un pazzo?

È notevole l’interpretazione di Goodman: tra occhiate da squilibrato e isterismi da fanatico l’attore diviene perno dell’intera narrazione. Incantato dalle ansiogene dinamiche createsi, lo spettatore, però, si ricorda d’un tratto di un piccolo dettaglio: il movie c’è, ma il monster? Dan Trachtenberg cerca di porvi rimedio in quei famigerati cinque minuti finali, lasciando tutti a bocca aperta… Dall’indignazione.

Anna Magistrelli