The Favourite – La favorita, Yorgos Lanthimos | Concorso Venezia 75

XVIII secolo, l’Inghilterra sotto il regno di Anna è in guerra contro la Francia. Una strada inedita per Lanthimos, che decide infatti di intraprenderla a modo suo: senza abbandonare il cinico nichilismo che ha caratterizzato i lavori precedenti del regista, Lanthimos rilegge la vicenda di Anna, una regina malata di gotta, bulimica, insicura, paranoica e isterica insistendo sulle dinamiche perverse e sadomasochistiche del potere, sull’abuso psicologico e i subdoli raggiri perpetrati ai danni di chi il potere dovrebbe detenerlo ma, di fatto, è troppo debole per esercitarlo. La spietata lotta per il favore di Anna, contesa tra Lady Marlborough (Rachel Weisz), tanto fedele quanto calcolatrice, e Abigail (Emma Stone), la nuova arrivata bramosa di riacquistare il prestigio sociale perduto, viene raccontata da un Lanthimos inedito, meno asettico e più carnale, viscerale, ma anche sarcastico e ironico –  complice la recitazione delle tre. Nelle mani del regista greco, della sua fotografia sgrandangolata fino ad angoscianti fish eye e della sua macchina da presa distante, che insiste sui soffitti per schiacciare e soffocare i personaggi sottolineandone i limiti, la storia di Anna diventa il pretesto per un’immersione barocca, impietosa e dolceamara in quell’anfratto che unisce e al contempo divide il potere e l’amore.

A Star is Born, Bradley Cooper | Fuori Concorso

Se non fosse per la performance magnetica di Lady Gaga e gli occhi penetranti di Bradley Cooper, A Star is Born sarebbe un film dimenticabile appena usciti dalla sala. Solita formula – vincente, certo, ma prevedibile e ormai consunta: lui è una star ubriacona che scopre lei per caso in un bar, lei è una ragazza qualunque dotata di un talento da fuoriclasse ma incompreso fino a quel momento, lui la forgia, lei perde se stessa perché cede ai compromessi del mercato discografico, lui sprofonda sempre di più in una depressione misto a gelosia e sensi di colpa; intanto nasce tra i due una storia d’amore intensa e folle, segnata da romanticissimi alti e drammatici bassi. Insomma, una sorta di La La Land in versione banale e di Alabama Monroe meno straziante.

The Other Side of the Wind, Orson Welles | Fuori Concorso – Evento speciale

Orson Welles è resuscitato. Dopo quasi cinquant’anni The Other Side of the Wind, il film mai completato da Welles, ha finalmente raggiunto il grande schermo: un racconto satirico sulla vita di J. J. “Jake” Hannaford, ritornato a Hollywood dopo essersi auto esiliato in Europa per terminare il film con cui avrebbe fatto il suo grande ritorno sulla scena. Le riprese di quello che sarebbe dovuto essere l’ultimo film di Welles iniziarono nel 1970, ma si interruppero nel 1976 a causa di problemi finanziari. Il girato, di cui Welles montò solo 45 minuti, fu abbandonato in un deposito di Parigi fino a marzo 2017, bloccato a causa dei conflitti tra i titolari dei diritti. Nell’ottobre 2014 intervenne Peter Bogdanovich, al quale Welles chiese di finire il film nel caso in cui gli fosse “successo qualcosa”: il cineasta riuscì a mettere mano al materiale e terminò il lavoro, coinvolgendo nell’operazione il direttore di produzione di allora, Frank Marshall, e Filip Filip Jan Rymsza. Dopo il rifiuto del Festival di Cannes a causa della politica “anti-Netflix” del direttore Thierry Frémaux, finalmente The Other Side of the Wind ha visto la luce a Venezia. Ed è un capolavoro. La magia della pellicola è un montaggio frenetico e adrenalinico, che getta lo spettatore nel pieno dello Star System hollywoodiano, analizzando con sguardo lucido e divertito le sue contraddizioni e i suoi vizi.

Benedetta Pini

Potrebbero interessarti: