Voto

5

Victor Adelman (Nicolas Bedos), scrittore di punta della scuola francese, muore: Sarah (Doria Tillier), moglie del prodigio letterario, racconta a un giornalista la storia del loro amore, fitto di intrighi, tradimenti e passione.

La divisione della pellicola in capitoli regola un ritmo di narrazione sincopato e apprezzabile, mentre la regia, particolarmente attenta a particolari e primissimi piani, confeziona un prodotto coerente ma mediocre. Infine i personaggi, patinati e poco espressivi, finiscono intrappolati in una sceneggiatura che guarda poco al disegno complessivo. Victor, acclamato scrittore dal carattere volubile e infantile, involve di quadro in quadro e si trasforma in un bambino tutto ripicche e sorrisi piacioni; Sarah, studentessa ebrea, brillante e saccente, evolve piano piano e si guadagna i gradi di strampalata e poco credibile donna Alfa.

Ogni accenno di profondità (tematica e stilistica) viene vanificato dalla scrittura, complice la macchina da presa, impegnata a fare un bieco occhiolino a Woody Allen nelle battute salaci recitate a fil di camera, con tinte che ricordano il Jeunet de Il favoloso mondo di Amélie e una spruzzatina di Wes Anderson.

Un amore sopra le righe di nome e di fatto, e un film che si chiude frettolosamente dopo un colpo di scena che storpia la parabola narrativa suggellando un prodotto nebuloso, che diverte con un paio di boutade non originali e lascia allo spettatore, che esce dalla sala così come è entrato, un pugno di mosche.

Ambrogio Arienti

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