Voto

7

In ambito calcistico spesso si dice ”paragonare un esordiente a un fuoriclasse è il modo migliore per far sì che le aspettative divorino l’esordiente”.

Bruciare, o meglio infiammare, il delicato talento del giovane – ma neanche troppo – songwriter canadese può rilevarsi utile. Basta un breve ascolto delle 12 ballate che compongono l’album – da Hollywood a Leaving LA – per scorgere, dalla polverosa finestra di casa Jesso, il fantasma di alcuni tra i più grandi songwriter dell’ultimo secolo (Paul McCartney, Elton John, Harry Nilsson, Randy Newman).

Durante la convalescenza della madre, Tobias ha lavorato a Goon, probabilmente l’ultimo tentativo per fare ascoltare quel che è capace di fare un individuo che potremmo definire uno sfigato come me, come te e come tanti altri. Tentativo riuscito: produttori come JR White, Patrick Carney, Ariel Rechtstaid e fan del calibro di Adele a farti gli occhioni dolci. Ben fatto, caro Tobias.

Christopher Lobraico

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