1. Porn is like a good song

2. Fare bene i compiti

Vi ricordate di Vinyl? Quella serie HBO tutta droga sesso e buona musica? Ecco, The Deuce è una sorta di Vinyl 2.0. Dopo il flop della serie prodotta da Martin Scorsese e Mick Jagger, l’emittente statunitense ha pensato di far evolvere il prodotto in qualcosa di totalmente diverso. Certo, l’epoca è la stessa, la musica pure, per non parlare del mood, eppure qualcosa è cambiato: The Deuce, al contrario di Vinyl, ha cuore, ha una storia. Non a caso gli showrunner sono David Simon e Geroge Pelecanos, autori di quel capolavoro che risponde al nome di The Wire. Se non è questo un buon motivo per vederla…

3. James Franco: da freak a mito

Nel corso degli anni Franco ha interpretato i ruoli più disparati: dal piccolo gioiello televisivo Freaks and Geeks a 127 ore (Danny Boyle, USA/UK, 2010), senza dimenticare l’immensa caricatura di cui veste i panni in Spring Breakers – Una vacanza da sballo (Harmony Korine, USA, 2013). The Deuce ne consacra allora il talento affidandogli l’interpretazione di entrambi i fratelli Martino, i protagonisti maschili della serie. Franco riesce nell’impresa di dare il giusto spazio a entrambi i caratteri, e non è un risultato da poco, visto che una serie tv come The Deuce ha bisogno di molto tempo per delineare al meglio i propri personaggi. Ma The Deuce è anche (e soprattutto) una storia di donne, e chi meglio di Maggie Gyllenhaal per il ruolo della protagonista femminile? La sua interpretazione di Eileen è da spezzare il fiato e regge da sola anche i momenti più tesi o “morti” della narrazione. Magnetica e comunicativa, la Gyllenhaal è decisamente un passo avanti alle colleghe.

4. City lights

Uno dei tanti punti forti della serie è l’ambientazione. Se da una parte si è abituati a vedere gli anni ’70, cinematograficamente parlando, come il teatro della crisi e della disperazione dell’uomo medio (vedesi Taxi Driver), The Deuce punta a una rappresentazione estetica del periodo, senza però sfigurare da un punto di vista prettamente contenutistico. Le strade sono perennemente illuminate da luci al neon e la notte si mischia col giorno. Il sole viene sostituito dalle insegne dei cinema, cornice di una fase storica ben precisa. Nella prima puntata si legge in cartellone Il conformista di Bertolucci, dettaglio che denota il clima culturale dell’epoca e preannuncia l’imminente avvio dell’evoluzione postmoderna del cinema. The Deuce, quindi, parla anche della storia del cinema attraverso il cinema stesso: prima vissuta passivamente, negli anni ’70 la settima arte vede il pubblico e i suoi gusti farla sempre più da padrone. Non a caso gli anni Settanta sono quelli dei primi blockbuster, pornografia compresa.

5. Inside Gola profonda

Ciò che veramente colpisce della serie HBO è il modo in cui si approccia a temi apparentemente leggeri. Resterà allora deluso chi affronterà la serie con l’intento di vedere le solite guerre tra italiani mafiosi e polizia corrotta. Le differenti storyline sono solo un pretesto per arrivare al vero cuore della questione: i diritti civili, la ghettizzazione, la prostituzione il buon costume e la società americana che stenta ancora a trovare una vera e propria identità, divisa tra gli irriducibili del Partito Repubblicano e i rivoluzionari dell’amore libero. Le strade sono piene di Travis Bickle da sfruttare e il teatro della strada porta la serie al migliore dei finali possibili: l’uscita in sala di un certo film che sdoganerà definitivamente il sesso come tabù. Per la prima volta nella storia del cinema un porno viene prodotto ad alto budget e tutti possono andare a vederlo, anche di giorno. Nel bene o nel male (famosa la storia di Linda Lovelace durante la produzione del film, illustrata nel documentario del 2005 Inside Gola profonda) Gola profonda rappresenta una tappa fondamentale e l’epilogo, per ora, di una delle serie migliori dell’anno.

Michele Granata

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