Voto

7.5

Clint Eastwood torna a indagare la nozione – ambigua quanto abusata – di eroe portando in scena il “miracolo dell’Hudson”, un ammaraggio di emergenza sul fiume Hudson che il comandante dell’Airbus A320-214 Chesley (Sully) Sullenberger eseguì nel 2009 portando in salvo tutti i 155 passeggeri.

Il ritmo ben calibrato della narrazione, la qualità delle riprese e la messa in scena a regola d’arte tradiscono la mano esperta di un veterano della grande Hollywood. Ciò che più sorprende della pellicola, tuttavia, è l’uso sapiente del montaggio: ogni stacco è ben misurato e la ricostruzione delle vicende è messa a punto attraverso ripetizioni, flashback e testimonianze di vario genere che, come tasselli di un mosaico, consentono un ritratto completo e veridico di quanto accaduto solo nelle sequenze finali, sovvertendo l’ordine abituale della narrazione in modo tutt’altro che banale.

Il personaggio di Sully – forte dell’interpretazione magistrale di Tom Hanks, che si riconferma uno dei migliori talenti della sua generazione – è ben caratterizzato: il buon cittadino che “fa solo il suo lavoro” diventa eroe nazionale, ma non vengono mai trascurate le incertezze, i dubbi e l’angoscia che la fama porta con sé e l’impatto che ha sulla vita quotidiana.

Risulta assai difficile, tuttavia, non percepire un eccesso di retorica – soprattutto nel finale – che, insieme all’orgoglio patriottico tutto americano di cui sono intrisi i dialoghi, fanno di Sully l’ennesimo esempio di uomo comune trasformatosi in eroe di cui è trapuntata la recente filmografia del cineasta californiano.

Ambrogio Arienti e Giorgia Maestri

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