Voto

8

“Dio mandò suo figlio in una missione suicida, ma ci piace lo stesso perché ha creato gli alberi.”
Questo è Steve Jobs: un personaggio al limite dell’antipatia e del cinismo, un uomo ambizioso, stacanovista e arrivista che travolge con furia chiunque intralci il suo cammino e cerchi di separarlo dal traguardo finale, dalla rivoluzione tecnologica che cambierà il mondo.

Se il regista Danny Boyle mette a segno un punto accantonando qualsiasi intento encomiastico e agiografico, il merito del successo di Steve Jobs è da attribuirsi soprattutto allo sceneggiatore Aaron Sorkin. Ormai esperto navigatore nelle acque dell’informatica grazie a The Social Network, Sorkin non calca la mano sui tecnicismi o sulle dinamiche del successo del progettista, ma seleziona tre tappe fra le più celebri della sua carriera (il lancio del Macintosh 128K nel 1984, la presentazione del NeXT Computer nel 1988 e l’acquisizione da parte della società Apple di NeXT insieme alla nomina a CEO nel 1998) che risultano funzionali all’impianto narrativo e lo strutturano come un’opera teatrale in tre atti scanditi da alcuni elementi ricorrenti. Emergono infatti, come cifre costanti della carriera di Jobs, la ricerca di perfezione che rasenta una folle maniacalità, la spietatezza con cui pretende che tutto sia realizzato secondo i suoi piani e gli attriti con i collaboratori che in un magnetico uragano di botta e risposta scatenano profondi risentimenti e svelano scomode verità.
Dietro le quinte, figura quasi impercettibile e opprimente, si muove Lisa, la figlia di Jobs nata nel 1978 e da lui riconosciuta solo nell’86, che si rivela la presenza-assenza portante del film, in quanto elemento chiave atto a mostrare l’incapacità di Jobs di rapportarsi con il mondo.

Steve Jobs è una pellicola complessa ma misurata, adrenalinica e sagace, un ottimo prodotto cinematografico, interpretazioni comprese. Se Kate Winslet nei panni dell’assistente personale di Jobs offre una prestazione di altissimo livello, è Michael Fassbender (Steve Jobs) a lasciare ancora una volta tutti a bocca aperta; attore poliedrico come pochi altri, darà sicuramente del filo da torcere agli altri candidati all’Oscar come Miglior attore protagonista.

Anna Magistrelli