Voto

9

A distanza di un anno dall’uscita del suo quinto album in studio torna St. Vincent con una versione piano e voce del super patinato Masseduction, che la vedeva alle prese con il lato più art-pop di se stessa. Deposti i succinti body in latex, registra MassEducation in un paio di giorni durante il mixing dell’ultimo lavoro, accompagnata al piano da Thomas Bartlett.

Ma non facciamoci ingannare dalle nudità in copertina: MassEducation non è solo una nuova interpretazione della stessa materia o la semplice versione acustica di un disco. MassEducation si spoglia di tutte le sovrastrutture presenti nella sua versione originale e giunge alla matrice iniziale per poi stravolgerla. Se con Masseduction la tematica centrale era una descrizione agognata del nostro tempo, delle dinamiche di potere, della seduzione sfrenata e isterica, descritta con arrangiamenti caricati da una moltitudine di suoni più o meno sintetici (e più o meno apprezzabili), con questo nuovo disco la questione si ribalta. La sequenza delle tracce è invertita; i nuovi arrangiamenti esternano il lato più dolente e fragile dei brani, esaltati dalle doti vocali di Annie Clark e accompagnate dal pianista Bartlett. Emblematiche alcune tracce come Los Ageless e Savior, che, abbandonate le vesti pop-plastificate acquisiscono un’aura quasi noir, lenta e sensuale.

MassEducation è un album raccolto e più crudo e diretto rispetto al precedente. Uno di quelli che richiedono il loro momento esclusivo per essere ascoltati, per non perderne nessuna sfumatura, nessun respiro, concedendoci di contare le note e le pressioni sui tasti. Voce e pianoforte, nient’altro da aggiungere (smisurato talento a parte). Sentivamo il bisogno di un album così? Sì. Siamo onesti: St. Vincent è forse una delle poche a poterselo davvero permettere.

Melania Bisegna

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