Voto

8

Jordan Peele esordisce alla regia con il lungometraggio Scappa – Get Out, e impressiona pubblico e critica coniugando horror e thriller senza cadere nei soliti cliché. La tensione è sottile e viene gradualmente centellinata fino alla chiusura; la paura è psicologica e si concede attimi comici contraddistinti da una lieve ironia.

Girato con uno stile scolastico, Peele fa dei segni racchiusi nell’immagine il punto di forza del film: associazioni tendenziose e montaggio simbolico (à la Ėjzenštejn) rendono Scappa – Get Out qualcosa di più di un semplice prodotto commerciale, che valorizza la forte personalità del regista newyorkese .

L’incipit rende lo spettatore consapevole del fatto che qualcosa di misterioso e inquietante si nasconde nella famiglia della fidanzata (bianca) del protagonista (nero), dove il ragazzo soggiorna come ospite. Questo espediente bizzarro ma accattivante rende alta la suspense fin dall’apertura della pellicola, mantenendo costante l’attenzione dello spettatore per tutta la durata del film.

Sotto alla superficie horror, Scappa – Get Out costruisce una critica alla società medioborghese americana, il cui razzismo viene trasmesso in modo non convenzionale ma efficace e tagliente.

Mattia Migliarino

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