Voto

6

Un gruppo improbabile di lesbiche e gay londinesi degli anni ’80 che ricorda tanto i nostri hipster esteticamente, ma anche e soprattutto per la nullafacenza – la loro occupazione principale sembra essere la gestione di una libreria perennemente priva di clienti – si cimenta in un’impresa titanica: affermare con orgoglio i propri diritti di omosessuali in un’Inghilterra non ancora pronta ad accoglierli. Per far fronte contro la Iron Lady del conservatorismo inglese Margaret Tatcher si uniranno – secondo modalità non molto chiare, apparentemente per un repentino lampo di genio del leader Mark – alla comunità di minatori di uno sperduto paesino nel nord del Galles, anch’esso scelto in modo pressoché casuale.

Il film affronta diversi temi, più o meno attuali, per spingere gli spettatori a riflettere: la difficoltà di farsi accettare, ma anche di accettare e accettarsi; l’ombra dell’AIDS che a più riprese incombe sullo strampalato gruppo; le profonde differenze tra i modaioli londinesi e i burberi gallesi; i difficili rapporti tra familiari e amici che un obiettivo così ambizioso e controverso spesso mette in crisi. Il tutto attenuato dall’alternanza con scene senza dubbio divertenti, grottesche e a tratti esilaranti.
Insomma, è un film di genere con tutti i tasselli al posto giusto, senza spazio per suspance né colpi di scena: ogni elemento è prevedibile e studiato per guidare tatticamente lo spettatore dal pianto a fragorose risate. Ciò non è necessariamente un difetto, ma la differenza tra Warchus – che ha una notevole carriera teatrale alle spalle, emergente in certi punti dell’intreccio ricordandoci il genere del musical – e i grandi registi cimentatisi in commedie come Ken Loach e Roman Polanski, è che questi ultimi sanno rimescolare gli ingredienti tipici della commedia in modo originale e imprevedibile grazie a un connubio di brillante ironia e tagliente sarcasmo. Warchus ci prova, ma non riesce a stupire mai fino in fondo e risulta sbrigativo in alcuni passaggi come quando, agli arbori della collaborazione omosessuali-minatori, la loro distanza viene colmata con un balletto. Ha ancora da imparare, ma è sulla giusta strada.

Benedetta Pini

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