Quello di Transformer fu un periodo confuso per Reed: prodotto da David Bowie, il patinato secondo album solista divenne un grandissimo successo tra pubblico e critica, ma nonostante tutto qualcosa non tornava al cantautore newyorkese. Così, a un solo anno di distanza dal precedente lavoro in studio, Lou decise di rimettersi al lavoro.

Berlin è l’album della svolta, un desolante concept album in cui, tra arrangiamenti orchestrali a cura di Bob Ezrin e una band di tutto rispetto – tra cui Steve Hunter, chitarrista degli Alice Cooper –, si toccano tematiche delicate come l’amore, l’abuso di droghe e la depressione più profonda.

L’album non fu capito subito; ci volle qualche anno perché la critica lo rivalutasse, ma dopotutto per Lou questa non è mai stata una novità. Da Berlin in poi la sua carriera divenne sempre più eclettica ed estremamente sperimentale, toccando picchi – nel bene e nel male – tutt’ora inarrivabili.

Christopher Lobraico