Voto

5

Il quarto lavoro in studio della svedese Lykke Li arriva a quattro anni di distanza dal precedente I Never Learn, album con il quale era riuscita a prendere le distanze dal tormentone (tutt’ora godibilissimo a distanza di sette anni) I Follow River, salito alla ribalta soprattutto grazie al remix di The Magician.

L’ultima fatica, la cui produzione vanta anche la presenza dal marito Jeff Bhasker (ricordate il primo album solista di Harry Styles dello scorso anno? Forse no, ma lo ha prodotto lui), sancisce una svolta nel sound elettronico della cantante, tingendosi addirittura di tinte R&B e con immancabili incursioni di beat trap, giusto per stare al passo con i tempi. Dieci brani che scorrono lenti e malinconici nei quali neanche la title track riesce a scostarsi dall’aria trascinata e melensa di questo nuovo LP. Two nights risulta essere l’unica eccezione del disco con quelle melodie un po’ sospese un po’ incalzanti, quella struttura da hit studiata a tavolino, ben diversa dalla linea sonora dell’intero album compresa l’incursione rap nel featuring con il giovanissimo Aminè.

So Sad So sexy è un disco che cerca di esplorare territori che tentano di uscire dalla comfort zone della cantante, gesto apprezzabile senz’altro, ma con un risultato che si delinea a metà strada tra il confusionario e l’incompiuto. Nel complesso né triste né sexy, un po’ agrodolce se vogliamo.

Melania Bisegna

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