Voto

7.5

A sette anni dal suo primo album omonimo, la salentina Lucia Manca torna sulle scene con un nuovo disco: Maledetto e Benedetto (sotto l’etichetta Malinka Sound).

Un album che a un ascolto disattento potrebbe sembrare sottotono, ma che è invece colmo di gioiellini (non poi così) nascosti, a cominciare dalle sonorità anni ‘80 à la Nada o Marcella Bella, che tornano e ritornano in alcuni brani come nella track d’apertura Bar Stazione e MaledettoQualche passaggio, inoltre, ricorda la discografia di Sebastién Tellier, ma senza la sfrontatezza talvolta esagitata di quest’ultimo.

Un taglio netto col passato, quello di Lucia, che lascia lo stile folk-acustico del primo disco per cercare un mix di atmosfere che richiamano con nostalgia luci al neon e ambienti discotecari fumosi, senza il timore di sconfinare nel citazionismo del vecchio pop italiano, anzi. I synth più appuntiti si mischiano a un tappeto di ritmi ballabili e vorticosi, a esaltare la voce ferma e piacevolmente amara della cantante.

Maledetto e Benedetto è un album credibile, nei vuoti delle parti strumentali, nei pieni dei testi e della voce. Un album pronto per “tornare a casa con te” (Bar Stazione) nelle calde e desertiche notti dell’estate che viene.

Margherita Cardinale

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