La next big thing di Torino, come è stato definito il progetto musicale di Andrea Laszlo de Simone, è sbarcata al Circolone di Legnano ieri sera. Ad accogliere il gruppo è un’atmosfera intima e raccolta, che affina e arricchisce la performance, impreziosita con un brano inedito. I sei virtuosi musicisti sono prima di tutto grandi amici, ed è questo rapporto che crea sul palco un’alchimia di sguardi e voci davvero intensa. Commovente, a tratti.

La scaletta ripercorre quasi integralmente il disco d’esordio Uomo Donna, al quale si aggiungono hit del passato solista di Andrea, come Uomo Donna, Vieni a salvarmi, Sparite tutti e il gioiellino Sogno l’amore, regalando alla performance un’energia che non accenna a calare per tutta la durata del live.

Pubblico incantato, silente, concentrato solo e unicamente sulla magia psichedelica in atto qualche metro più avanti. Gli sguardi sono sognanti, persi nelle evocazioni ipnotiche che le parole sussurrate, la sala fumosa e le luci basse creano. Il corpo rimane fisso in sala, ma la mente non può fare a meno di vagare per campi sconfinati, ricordi di voci e incontri, come quelli evocati dalle foto che accompagnano il disco, il cui casto bacio in copertina è stato utilizzato come fondale scenico per il live.

La poesia della band risiede nel suo camaleontismo: socchiudendo gli occhi potresti vedere Zappa e udire Battisti, ritrovarti decenni addietro e meravigliarti di essere invece nel 2018. Eppure non una singola nota suona falsata o forzata. Siamo di fronte a una piccola, grande parentesi di freschezza, particolarità e grande qualità tecnica, che non desidera arrivare a chissà quale velleitaria vetta, ma solo comunicare se stessa. Ed essere pazientemente ascoltata.

Asja Castelli

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