Voto

7

Il regista Jon Favreau esce vittorioso da quella che sembrava un’impresa impossibile, realizzando un film che rimane fedele all’originale e propone allo stesso tempo una morale adattata ai nostri tempi.

La caratteristica che rende memorabile questo remake è sicuramente la computer grafica. La Disney è sempre stata al passo con i tempi per quanto riguarda le tecniche di rendering digitale, e con questo film è riuscita ad alzare ulteriormente l’asticella: gli animali e il paesaggio rasentano il fotorealismo grazie all’utilizzo congiunto della motion capture e a un rendering ad alto contenuto di frame, tecniche che rendono i movimenti dei pelosi protagonisti sinuosi e realistici; i campi lunghi sono realizzati con molta cura per porre in risalto il paesaggio esotico e lussureggante della giungla; i piani sequenza delle scene d’azione sono costruiti altrettanto magistralmente.

Il film vanta, inoltre, doppiatori del calibro di Toni Servillo, Neri Marcorè, Alessandro Rossi e Giovanna Mezzogiorno. Un’eccellente prova anche quella del giovanissimo Neel Sethi, che interpreta un Mowgli più ingegnoso e acuto rispetto al personaggio originale: motivo scatenante e perno della vicenda è proprio l’ingegno umano, ovvero ciò che differenzia nettamente il giovane protagonista dagli animali con cui è cresciuto.

Il film è proprio una meravigliosa occasione per rivivere le emozioni della versione animata originale, grazie anche alla magica colonna sonora di John Debney, con tanto di Lo stretto indispensabile, che costituisce un punto d’incontro tra i nostalgici disneyani e le nuove generazioni.

Alessia Arcando e Gabriele La Rosa