Voto

8

Diventare un pezzo da novanta nella nuova scena rap italiana in meno di un anno: questa l’impresa eccezionale che è riuscito a portare a termine Laïoung. Dall’uscita della prima versione di Ave Cesare nel giugno del 2016, il condottiero della RRR Mob ha collezionato una serie di live – compresa la prima Spotify Session d’Italia – in giro per lo stivale con i suoi fratelli di palco (Isi Noice, Momoney e Hichy Bangz) e featuring di tutto rispetto (Gue Pequeno per Vengo Dal Basso e in Fenomeno di Fari Fibra, dove canta in Dipinto di blu). Ma rinchiudere il sound di Laïoung nel calderone del rap risulterebbe riduttivo nei confronti della personalità artistica di un ragazzo venticinquenne autore di tutte le produzioni su cui canta – per altro suona fluentemente chitarra e piano – e di testi che vanno anche ben al di là dei soliti stilemi del mondo dell’hip hop (cash e donne, per citare i più inflazionati) e significherebbe ignorare le marcate influenze r’n’b del suo sound.

Quando si parla di soldi, si parla di rivalsa, due dei temi principali che attraversano il disco (6000€), senza che assumano, però, connotati negativi. Il punto di vista è infatti quello degli italiani di seconda generazione: l’incontro di culture, la ricerca di nuovi canoni espressivi e il “farcela da soli” (Quanto ci tieni). La riflessione si sposta anche su temi sociali come la tutela ambientale di Petrolio, pezzo composto per il referendum della scorsa primavera.

I punti di forza della produzione di Laïoung sono l’assenza di limiti alla sperimentazione e la ricerca dell’ispirazione nelle influenze più disparate. In questo senso che si spiega l’azzardo compiuto con Fuori (Je so’ pazz), rimaneggiamento del celebre pezzo di Pino Daniele. Nel disco non viene peraltro mai dimenticato il valore della famiglia, qui intesa non solo in senso genealogico ma anche di appartenenza a una comunità e di identificazione con determinati valori (Giovani Giovani (ft. Izi, Tedua), Milano City Gang (ft. Isi Noice), Veri per sempre).

Il #PrinceOfTheTrap ha costruito un’architettura salda che promette di diventare un monumento della musica italiana di questi anni. Ave, Laïoung.

Gaia Ponzoni

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