Voto

7

In un piccolo paesino di montagna, abitato da gente bigotta e diffidente per natura, scompare la sedicenne Anna Lou. Una fuga adolescenziale o un misterioso rapimento? Il caso perfetto per l’investigatore Vogel (Toni Servillo), pronto a usufruire di ogni mezzo pur di ritrovare la ragazzina. Lo scrittore, regista e sceneggiatore Donato Carrisi amalgama sapientemente elementi propri del crime movie e del noir, mantenendo un saldo legame con la verosimiglianza dell’azione: Vogel non è il tipico detective eroico e integerrimo, scende a patti con la stampa, incarna il lato corrotto e spregiudicato di una polizia che trasforma una tragedia in un caso mediatico. Toni Servillo si cala nel ruolo con grande professionalità, pur risultando meno convincente del solito, troppo teatrale e imbalsamato nel rievocare le dinamiche del caso appena conclusosi.

Carrisi racconta il tortuoso cammino verso la verità attraverso una regia pulita e – come era sua intenzione dichiarata – non calca la mano sui dettagli splatter: il sangue e l’orrorifico allontanano spesso lo spettatore, lo scuotono emotivamente distogliendolo dal focus principale, dalla risoluzione del caso. Il regista gioca invece con il pubblico, lo conduce passo passo nelle pratiche d’indagine e lo confonde di continuo depistandolo con falsi indizi e colpi di scena, per approdare al finale d’effetto, sorprendente ma eccessivamente “geometrico”.

Anna Magistrelli

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