Voto

6

Un’idea avuta quindici anni fa dal regista Giuseppe Tornatore realizzata solo ora grazie alla messa a punto di nuove tecnologie senza le quali la vicenda sarebbe sembrata fantascientifica. Forse, però, è troppo tardi: lettere ed email sono il metodo di comunicazione oggi meno utilizzato da qualsiasi coppia. E il grandissimo Her ha già seminato in partenza La corrispondenza.

Una macchina da presa delicata e gentile che si muove magistralmente racconta per immagini una storia d’amore travolgente e iper romantica – forse un po’ troppo –, imperniata su un eros talmente forte da riuscire a sconfiggere distanze anche metafisiche e a competere con la sua acerrima nemica thanatos. Ma è corretto desiderare di stare sempre e per sempre accanto alla persona amata? O si tratta solo di doloroso e corrosivo egoismo? Jeremy Irons (Ed) è pronto a tutto, e buca ogni schermo con un’interpretazione intensissima, non pareggiato dalla bella ma insipida Olga Kurylenko (Amy).

L’idea, di per sé originalissima e spiazzante, viene però distrutta da un ritmo troppo lento, da uno disvelamento precoce del – poco – mistero e da una dilatazione estenuante del film, ormai privo di un obiettivo. Certo, il fulcro era proprio la rappresentazione delle conseguenze del momento clou che, a ben vedere, si riducono a un poetico struggimento fine a se stesso.

Benedetta Pini