Voto

7

Il capitano insegna a non scendere a compromessi e a mantenersi puri con i propri ideali.

Ci sono film che arrivano a tutti, scuotono l’anima del grande pubblico, e forse per questo vengono additati come fenomeni di massa. Hearth of the Sea  Le origini di Moby Dick è indubbiamente uno di questi, tanto da aver scatenato il disappunto di gran parte della critica, che lo ha voluto mettere a confronto con la pellicola di Huston del 1956 Moby Dick – La balena bianca; ma non si tratta della stessa storia. Il regista Ronald William Howard, è stato infatti in grado di raccontare una vicenda inedita ai più: la storia vera narrata nel libro Il cuore dell’Oceano – Il naufragio della baleniera Essex di Nathaniel Philbrick, a cui Melville si inspirò per scrivere il capolavoro che rese il suo nome altisonante almeno quanto quello di Hawthorne.

Una pellicola che spingerà il suo pubblico a indagare le zone più profonde del proprio mare interiore e a capire che anche i grandi erano in fondo degli uomini esattamente come noi e che i personaggi di ogni libro, racconto e film racchiudono un lato dell’anima del suo autore. Howard, oltre a stupire con eclatanti effetti speciali e a coinvolgere emotivamente, ci spinge ad addentrarsi in riflessioni personali riproponendo i temi del romanzo di Herman Melville. Quali sono i confini del mondo? Quali sono i confini dell’uomo e del suo animo? Può l’uomo vincere la forza della natura? Può l’uomo sconfiggere le sue paure?

L’uso delle riprese sui particolari danno il potere al film di trasmettere non solo i suoni e le immagini, ma anche gli odori e i sapori; una sensazione che rende giustizia all’intenzione di mostrare la veridicità dei fatti. Inoltre, l’ampio utilizzo della sfocatura garantisce il coinvolgimento dello spettatore nelle vicende. Valori come la coerenza e la dignità vengono messi in risalto dall’insistenza su primi e primissimi piani, che rendono giustizia ai sentimenti dei protagonisti.
Le performance attoriali sono di ottimo livello: in primis quella del bravo e bello Chris Hemsworth nei panni del valoroso primo ufficiale Owen Chase – può essere stato oggetto di invidia di qualche critico? –, la cui storia impressiona il giovane Herman Melville (Ben Whishaw) intento a intervistare anni dopo il superstite della nave Essex Thomas Nickerson (interpretato nella versione giovane da Tom Holland, mentre è Brendan Gleeson a vestirne i panni da vecchio).

Siamo di fronte a un capolavoro? No, ma indubbiamente a una bellissima indagine sull’avventura che sta alla base del romanzo Moby Dick.

Valeria Fumagalli

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