Voto

8

Pellicola d’esordio per il messicano Alfonso Ruizpalacios, Güeros è un film sorprendente. Lo stile e il rigore della regia, eccezionalmente puri e sublimi nella loro umiltà, si armonizzano magicamente con l’avventura metropolitana e un po’ godardiana di tre giovani ragazzi in lotta contro il mondo.

Ruizpalacios gioca con la storia del cinema puntellando il racconto di soggettive ipertrofiche, distorsioni e angolazioni ricercate ma mai pretenziose da cui traspare tutta l’amorevole dedizione dell’autore verso la settima arte. I contrasti di luce – perfetta la scelta del bianco e nero – e di suoni on/off  donano lirismo alle peregrinazioni dei tre girovaghi alla ricerca di Epigmenio Cruz, una figura mitologica la cui presenza viene puntualmente asserita e poi negata.

I temi affrontati sono tanti, spaziano dalla contestazione giovanile ai primi amori, dal rapporto tra fratelli alla memoria del padre, ma nessuno spazio è concesso ad approfondimenti, introspezioni o complessità: l’intento del regista è quello di far guardare da vicino i protagonisti, di far innamorare dei loro volti trasparenti, serafici e illuminati dagli ultimi bagliori della giovinezza.

Giorgia Maestri

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