Voto

6.5

Nelle sale italiane è finalmente arrivato Fotograf, film del 2015 diretto da Irena Pavlásková e liberamente ispirato alla vita del fotografo ceco Jan Saudek (interpretato da Karel Roden). Eccentrica e fuori dagli schemi, la personalità di Saudek viene subito messa in evidenza dalla regista, che sceglie come centro focale della pellicola le donne della vita del fotografo; donne che lo hanno accompagnato lungo il suo percorso oppure che sono state solo di passaggio; amanti, amiche, muse. Un harem in cui potenza creatrice e passione si completano a vicenda.

Durante la prima parte del film la linea narrativa segue un arco di tempo continuo e regolare, adatto al racconto del lavoro e della vita privata di Saudek. Sviluppate per lo più all’interno del piccolo appartamento del fotografo dall’aspetto bohemien, le sequenze dipingono un ambiente variopinto e ricco di drappi e stoffe; una sorta di piccolo mondo ovattato e “altro” dalla realtà. La fotografia predilige tonalità che vanno dal bordeaux al beige, assecondando le scelte cromatiche operate di Jan nelle sue opere. È così che ci viene presentato il mondo del fotografo in cui si rifugia, filtrato dalla sua stessa visione del mondo; una visione senza pace, che progressivamente si trasforma in una dimensione stretta e soffocante.

Nella seconda parte, le scene si diversificano maggiormente, ambientate in nuove location che permettono di evadere dalla sensazione asfissiante dell’appartamento di Saudek, facendo finalmente intravedere la luce e l’azzurro del cielo. Anche l’andamento del film cambia: attraverso diverse ellissi temporali viene raccontato il rapporto tra Saudek e Líba (Marie Málková), la giovane donna che sarà prima assistente e poi allieva e amante del fotografo.

La controversia tra etica ortodossa e le ambizioni di Saudek sono il fil rouge dell’intera pellicola, che riflette sul paradigma dell’artista tutto “genio e sregolatezza”. Senza sfociare mai in alcun tipo di giudizio morale sul fotografo, la pellicola riesce nell’affascinare lo spettatore, che si ritrova coinvolto a 360° nel processo creativo e personale di Saudek, tra legami affettivi profondamente controversi e storie di vita devastanti.

Giulia Crippa

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