Voto

7

Estate 1993 racconta le gioie e i dolori di una bambina di nome Frida (Laia Artigas), che dopo aver perso i suoi genitori trascorre la sua prima estate in campagna. Tutti abbiamo vissuto un’estate che ha cambiato completamente la nostra vita, e la regista Carla Simon si sofferma proprio su ciò che rende tale l’esperienza di Frida.

La sceneggiatura è infatti il frutto della trasposizione in immagini dei ricordi d’infanzia dell’autrice. Con un linguaggio vicino a quello documentaristico, il film non manca di travolgere lo spettatore attraverso sequenze di incredibile suspense, nelle quali la paura che possa accadere qualcosa alla protagonista si fa concreta e ansiogena. La macchina da presa, costantemente fissa sulla figura della piccola, è la penna che la Simon utilizza per raccontare le complesse dinamiche della “nuova” famiglia di Frida, in cui le gioie e i dolori si susseguono a colpi di frame.

Estate 1993 riesce così nell’obiettivo di far entrare lo spettatore in empatia con la protagonista, portandolo a riflettere e a commuoversi, ma senza tralasciare quella spensieratezza e quella leggerezza che fanno dell’estate una stagione unica.

Mattia Migliarino

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