È arrivata la bella stagione. O almeno, così si spera, vista la svolta tropicale (e non nel senso buono) di questa estate, che tra piogge improvvise e venti freddi sembra non avere le idee molto chiare. “Vanno, vengono, ogni tanto si fermano e quando si fermano sono nere come il corvo, sembra che ti guardano con malocchio” – basta osservare le nuvole nel cielo e subito le parole di De André ci risuonano nella testa facendoci venire ancora più voglia di sole, mare e gelati sulla spiaggia.

A chi è già al mare, a chi rimarrà in città e a chi non sa ancora che cosa fare, ecco cinque film (e uno bonus) italianissimi e sempreverdi da vedere, per godersi ogni estate come fosse la prima volta.


1. Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto

Comunismo contro capitalismo. Lotta di classe e lotta dei sessi. Un naufragio in un luogo sperduto e deserto capovolge i ruoli tra la ricca signora milanese Raffaella Pavone Lanzetti (Mariangela Melato) e il sicilianissimo marinaio Gennarino Garunchio (Giancarlo Giannini). Se nell’ambiente aristocratico e patinato della nave su cui viaggiavano quest’ultimo ha dovuto sopportare le frecciatine e le umiliazioni di ricchi imbellettati e ipocriti, a contatto con la natura selvaggia la sua animalità lo fa ribellare e gli equilibri di potere si ribaltano: la mai così sensuale Mariangela Melato si trasforma in una gattina ammansita e innamorata.


2. Sapore di mare

Le vacanze in Versilia degli anni ‘60 raccontate nel 1982 da Carlo ed Enrico Vanzina (l’uno alla regia l’altro alla sceneggiatura), con Jerry Calà, Christian De Sica, Marina Suma e Virna Lisi. Gli amori estivi, le infatuazioni per affascinanti donne mature, gli scontri con genitori “matusa” che non capiscono il nuovo sprint giovanile dei figli. Una commedia frizzante e dolce, che non invecchia mai; forse perché nostalgia e leggerezza si mescolano sulle note delle canzoni di un’Italia che non è più e che forse dovrebbe essere ancora.


3. Mediterraneo

“In tempi come questi la fuga è l’unico mezzo per mantenersi vivi e continuare a sognare.” (Henri Laborit). La frase di apertura del film di Gabriele Salvatores, premio Oscar nel 1992, concentra e riassume il sentimento che anima tanto Mediterraneo quanto i cittadini di una società in crisi reduce dalla Seconda Guerra Mondiale. La Trilogia della fuga del regista si conclude con questo film (dopo Marrakesh Express del 1989 e Turnè del 1990), nel quale Diego Abatantuono, Giuseppe Cederna, Claudio Bigagli e tutti gli altri protagonisti riescono a dipingere con semplice profondità l’uomo italiano schiacciato da eventi più grandi di lui e ai quali non sa come reagire. Partendo dai tramonti dell’isola greca di Megisti Salvatores arriva alla purezza dell’animo umano, quello dei popoli simili: “Italiani – Greci: una razza, una faccia.”


4. Il ciclone

Non è estate se nell’aria non si diffondono in lontananza le note di The Rhytm Is Magic, come un ricordo. Toscana, caldo afoso, flamenco, “dos los ramatos” e Pieraccioni. Il più bel Pieraccioni, quello che fa ridere perché imbranato, impacciato, ma in fondo così romantico nella sua veracità toscana da conquistare il cuore della bella ballerina spagnola interpretata da Lorena Forteza. Tra un “piripi” e l’altro, tra battute e doppi sensi, Il ciclone è il simbolo dell’estate italiana più genuina.


5. Ferie d’agosto

Cambiano gli anni e cambia l’atmosfera. Due gruppi agli antipodi per ideologie e modi di vivere si trovano costretti a condividere una vacanza in una Ventotene non ancora invasa dal turismo di massa. È attraverso questo scontro che Virzì racconta le ipocrisie e le sfaccettature della borghesia romana degli anni ‘90. Un climax popolato da battibecchi, screzi e scherzi goliardici tra il gruppo dei comunisti capeggiato da Silvio Orlando e Laura Morante e quello dei coatti sotto la guida di Ennio Fantastichini e Paola Tiziana Cruciani, che culminerà nello scontro vero e proprio: discorsi sociali e luoghi comuni scoperchieranno il vaso di Pandora delle due fazioni.


Bonus: Chiamami col tuo nome

Fresco di premio Oscar, Chiamami col tuo nome Luca Guadagnino entra di diritto come nuovo film bonus dell’estate. Chi non lo ha ancora visto deve recuperare questo gioiello, mentre, per chi lo conosce, quale occasione migliore dell’estate per goderselo in un cinema all’aperto? La scoperta di se stesso e dell’amore è per Elio (Timothée Chalamet) un potente stravolgimento interiore che lo porta a crescere e confrontarsi con la vita. Un film dolce e sofisticato che non può non emozionare con la sensualità, che riesce a descrivere i sentimenti e la naturalezza con cui si affronta l’amore.

Giorgia Sdei

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