Voto

7

Se il loro omonimo debutto discografico ci rivelò una delle giovani band più interessanti del 2013, Undetow non fa altro che consacrare il duo di Derbyshire tra le realtà più solide del panorama internazionale.

Un disco sinistro, tra shoegaze e grunge, più incazzato e meno immediato rispetto al sound della moltitudine di Indie band in circolazione. We Can Do What We Want – primo singolo estratto – è un esaltante esempio di come una punk rock band dovrebbe suonare nel 2015 – ovvero proprio come trent’anni fa. Favourite Son è la colonna sonora perfetta per una gita nei deserti della california, magari in compagnia di Josh Homme e The Woods è quanto di più inquietante abbiano mai scritto i due terribili fratellini (“Burn my body by the banks of the Derwent”).

I Drenge sono il nome di punta di una generazione con i controcazzi, e Undertow ne è la conferma.

Christopher Lobraico

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