Voto

7.5

In A Quiet Place Terence Davies racconta la vita e la poesia di Emily Dickinson, rappresentando con uno stile intimistico la parabola di una poetessa di importanza capitale per la storia della letteratura. Un cast in piena forma ruota attorno al personaggio principale, Emily, vero e proprio fulcro della rappresentazione: le fasi della sua vita vengono scandite dalle vicende del mondo che la circonda, il quale piano piano svapora e lascia sola una strepitosa Cynthia Nixon. Fin dalla prima inquadratura, dedicata alla sua burrascosa esperienza presso il College Mount Holyoke, è lei la cartina di tornasole di una vicenda tragica.

Il profilo biografico viene ripercorso con fedeltà dal regista, che scandisce il passare del tempo con una serie di transizioni più che riuscite: si pensi a questo proposito al passaggio dall’adolescenza all’età adulta di Emily, condensato in un intenso e lento zoom che avvicinandosi al viso di Emily mostra allo spettatore il passare degli anni, le rughe che le solcano il volto, lo sguardo scurirsi e incupirsi.

Nella seconda ora del film la regia si fa più ardita e la recitazione delle poesie, che avviene immancabilmente al termine di ogni sequenza dal primo all’ultimo minuto, si lega magistralmente al susseguirsi delle immagini. Quando Emily, in seguito alla morte del padre, decide di vestirsi di solo bianco e di vivere segregata in casa, ogni fotogramma si trasforma in un verso di poesia. Il film cessa allora di essere la semplice narrazione della sua vita e si trasfigura in un racconto in presa diretta della sua ascesi, praticata attraverso la dedizione totale, assoluta al demone della poesia.

A Quiet Passion è un’opera toccante, un piccolo gioiello all’interno del panorama dei biopic dedicati ai più grandi personaggi della letteratura; film solo di rado capaci di portare con sé un’impronta originale, una forte emozione.

Ambrogio Arienti

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